I bimbi, gli sguardi, i sorrisi, il broncio…… i bambini sono
così: semplicemente spontanei ma estremamente introversi.
Le loro azioni sono trasportata dalle loro emozioni e dai
loro sentimenti, che spesso hanno difficoltà a riconoscere e descrivere. Ecco perché
li vediamo trattenere il respiro per attirare la nostra attenzione, urlare,
guardare in basso, piangere …. dentro di loro c’è un vulcano che ha difficoltà
ad esplodere e loro sono li piccoli e indifesi che attendono noi …… eh si … aspettano il momento in cui riusciamo a leggere cosa di
nasconde dietro le loro azioni e le loro
parole.
Ma come fare a riconoscere il vero problema?
Ogni genitore ci riesce, sa perfettamente qual è il problema
del proprio cucciolo, anche se a volte si fa finta di non vedere proprio perché
il problema sono loro.
Ma noi professionisti come facciamo?
Dobbiamo guardare il bimbo o la bimba negli occhi, creare un
contatto con loro, e chiedere a bassa voce e con tono dolce qual’è il vero
problema e per quale motivo si sta comportando così, confortiamolo sul fatto
che può parlare tranquillamente perché noi siamo li per lui e per capirlo.
Vedrete
che lentamente loro inizieranno a raccontarsi, è un esercizio complesso che vi
chiederà qualche minuto in più, ma il nostro lavoro è questo ed occorre mettere
se stessi affinché tutto proceda per il verso giusto.
E a quel punto i bambini si libereranno e torneranno a
giocare serenamente!
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Cristina, il problema è che ho dormito poco e mi
sento nervosa
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Cristina, loro mi escludono
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Cristina, non riesco a giocare a pallavolo e
voglio distruggere la palla
Di esempi ne potrei scrivere mille, ma se ci pensate bene ve
ne verranno in mente tantissimi, basta un pizzico di pazienza e amare il
proprio lavoro.
E il sorso di dolcezza?
Inginocchiatevi davanti ai bambini e create un contatto con
loro, strappategli un sorriso e diventate per un momento la loro mamma
chioccia.
Dott.ssa De Simone Cristina

